Victor Osimhen, attaccante del Napoli (LaPresse)
Osimhen è pronto a riprendersi il suo posto nel Napoli, tuttavia deve fare i conti con la concorrenza interna: il suo minutaggio ne risentirà?
In un Napoli che gira a mille, che è reduce da 8 vittorie consecutive, tra campionato e Champions League (record per il club partenopeo), e che soprattutto ha messo a segno 35 gol in 12 match, una media di quasi due gol a partita, è molto difficile trovare posto in squadra anche se ti chiami Victor Osimhen.
Il nigeriano, croce e delizia dei tifosi napoletani, che ha saltato, causa infortunio, gli ultimi 6 impegni degli azzurri, è pronto al rientro in occasione del match di domani al “Maradona“, il secondo round della doppia sfida Napoli-Ajax.
Eppure, alla luce dello straordinario rendimento dei suoi sostituti la sensazione è che l’attaccante nigeriano dovrà fare a sportellate prima con i suoi compagni di reparto che con i difensori avversari dal momento che neanche per lui il posto tra gli “starting eleven” è sicuro.
D’altronde, chi finora ha fatto le veci del nigeriano sta facendo faville. Il “Cholito” Simeone ha già gioito 4 volte in quegli scampoli di partita che gli ha concesso Spalletti mentre Giacomo Raspadori ha bagnato con il gol il debutto in campionato e in Champions League.
Inevitabile, quindi, ipotizzare che Osimhen non abbia la garanzia di un posto fisso tra i titolari e che pertanto possa rimanere fuori dalla starting line-up non per qualche guaio fisico, come finora, ma per una precisa scelta tecnica.
Un bel rompicapo per il tecnico Luciano Spalletti che, a differenza di alcuni suoi colleghi, ha, come si diceva un tempo, problemi di abbondanza in attacco. Tuttavia, i tifosi azzurri sono certi che il tecnico, come ha dimostrato fin qui, saprà ruotare tutti gli attaccanti a disposizione in maniera tale che ognuno possa offrire il proprio contributo alla causa azzurra senza sacrificarne nessuno.
Del resto, dall’inizio dell’attuale stagione Spalletti va ripetendo come un mantra nelle conferenze stampa che per lui non ha alcun significato la distinzione tra titolari e riserve in quanto sono tutti titolari. Quale miglior occasione, quindi, di questa insperata opulenza di attaccanti di egual valore per dimostrarlo?
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