Cristiano Ronaldo nei guai (LaPresse)
Cristiano Ronaldo ha subìto un trauma che l’ha segnato in maniera importante e profonda. Il fuoriclasse è irriconoscibile.
Cristiano Ronaldo sta vivendo un periodo intenso tra stress e insofferenza: allo United niente va come dovrebbe secondo il lusitano che vorrebbe andar via, ma il mercato non lo premia. Solo un’offerta saudita nell’ultimo periodo che CR7 ha rispedito al mittente, vuole giocare ma soprattutto intende avere ancora stimoli.
Il portoghese ha disputato l’Europa League in questa sua prima fase, ma è ovvio che brama la musichetta della Champions: il mercato con i grandi club, però, è in stallo. Allora aspetta, tra speranze e possibilità che dovranno arrivare a gennaio. Forse anche prima se qualcuno trova un accordo. Ten Hag non scalpita per tenerlo, anzi lo accompagnerebbe fuori la porta: l’Old Trafford ha fatto il suo tempo, Ronaldo guarda altrove.
Anche perché i problemi non sono finiti, con l’età che avanza è diventato importante anche il rischio di infortuni: la resistenza non è più quella di una volta. Motivo per cui le squadre ci pensano due volte prima di investire su un campione in fase calante: potrebbe fare ancora la differenza, ma adesso conta di più l’anagrafe e le sfuriate che fa ogni volta che resta in panchina.
Il gioco non vale la candela, per le passerelle tra stile e tecnica c’è la Nazionale ma ultimamente le cose non vanno neanche lì. Gioca bene, Ronaldo, ma non incassa rispetto a quanto produce, in termini di gioco e gol: la mole di azioni è alta, la vena realizzativa molto meno. Pronto a rimettersi in sesto, dice, ma la festa gliela rovina un intervento di troppo nella gara di Nations League tra Portogallo e Repubblica Ceca.
L’attaccante subisce un contrasto, ma a rimetterci non è un piede. Bensì il naso. La botta è fortissima, il contraccolpo anche: sanguina Ronaldo, ma resta in campo. I lusitani vincono, ma il segno – sul setto nasale – lo lascia lui: dalla padella nella brace. Le “medaglie di guerra” hanno un valore, ma sul campo di calcio una botta resta una botta. Così oltre il danno anche la beffa, possibile maschera per le prossime giornate. Da campione a cavaliere mascherato è un attimo.
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