Federer, leggenda del tennis e calciatore mancato: il suo emozionante rapporto col calcio (LaPresse)
Federer ha dato l’addio al tennis oggi, ma sapevi che è stato un calciatore mancato? Col calcio ha sempre avuto un legame forte.
Dopo 24 anni di carriera Roger Federer ha annunciato il suo ritiro ufficiale dal tennis. Ha provato a rientrare in tutti i modi dopo un anno di stop, ma evidentemente il suo corpo non ha risposto nella maniera giusta. Dunque dopo la Laver Cup (23-25 settembre) lascerà lo sport che ha cambiato per sempre, che non era quello di oggi prima di lui, e non lo sarà neanche dopo.
Ma lo svizzero non è stato solo uno dei migliori tennisti di sempre, è stato un’icona dello sport a tutto tondo. E con lo sport ha avuto un rapporto totale. Tra quelli apprezzati, ad esempio, non manca il calcio, con il quale ha un legame davvero molto forte. Da ragazzino, in pochi lo ricordano, c’è stata la possibilità che diventasse un calciatore.
Ancora oggi, Federer è un grandissimo tifoso del Basilea. Spesso viene pescato dalle telecamere anche allo stadio. In estate, tra le altre cose, è andato anche a trovare la nazionale svizzera in ritiro. Perché il calcio gli piace davvero in tutte le sfaccettature, e lo ha praticato fino ad una certa età, prima di scegliere definitivamente il tennis.
“Ho sempre avuto una passione per ogni palla, non importava quale sport fosse“, ha raccontato qualche anno fa l’elvetico. “Alla fine scelsi di continuare a giocare a tennis perché avevo già molto più successo, ma anche perché nel tennis so che posso incolpare solo me stesso se non vinco o se sbaglio un punto, nel calcio invece,” ha concluso, “puoi dare la colpa al portiere o a qualsiasi altro giocatore”.
Come i due rivali, Rafael Nadal e Novak Djokovic, anche Federer si diverte infatti a giocare in altri sport. Per varie vicissitudini, però, è stato un tennista, ed il tempo gli ha dato ragione, con enormi successi. Ma di quelli come lui, si dice che abbiano talento in qualsiasi disciplina sportiva si applichino.
Oggi però è tempo di omaggiare quello che ha fatto con la racchetta in mano, e le emozioni che ha regalato ai fan di tutto il mondo. Perché anche tra i tifosi più accaniti di calcio, di sicuro qualcuno – mentre guardava la sua squadra del cuore – teneva acceso anche in mano il telefono per seguire le gesta di quello che ancora oggi viene spesso chiamato “Il Re”.
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