Juventus, Bremer è una ganranzia: ma c'è un aspetto che preoccupa Allegri (Lapresse)
Bremer ha esordito in amichevole con la maglia della Juventus. Allegri è sicuro delle sue qualità ma c’è un elemento su cui lavorare
La Juventus prosegue la sua tradizione di difensori centrali di razza. Ceduto l’olandese De Ligt, il difensore più costoso nella storia della serie A, ha vinto la concorrenza con l’Inter per Gleison Bremer. Il brasiliano ha detto addio al Torino ma non a Torino. E’ passato infatti in bianconero per 41 milioni di parte fissa più nove di bonus. Nella classifica dei difensori più pagati del nostro campionato si piazza al quarto posto, dietro De Ligt, Hakimi e Bonucci.
Spendere tanto per i difensori non è certo una novità in casa bianconera. E’ un segnale, la dimostrazione di una ricerca della vittoria che passa non tanto dalla vocazione offensiva. I numeri presentati nell’ultimo Report Calcio vanno in questa stessa direzione. Essere la miglior difesa a fine stagione è infatti una garanzia di scudetto quasi infallibile.
Dal 2017, la Juventus ha tesserato come difensori Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli, Merih Demiral, Daniele Rugani, Benedikt Howedes, Medhi Benatia, Matthijs De Ligt, Cristian Romero, Mattia Caldara, Federico Gatti e, appunto, Bremer. Difficile trovare un trio dal peso simbolico e non solo maggiore della BBC (Bonucci, Barzagli e Chiellini) che a metà degli anni 2000 componevano una delle difese più ammirate d’Europa.
Bremer arriva alla Juventus per riportare da un certo punto di vista l’orologio indietro a un tipo di marcatura più tradizionale rispetto allo stile di De Ligt. Il brasiliano ha mostrato in pieno le sue qualità nell’ultima stagione con il Torino di Juric. Ha chiuso infatti come secondo miglior difensore della Serie A per intercetti (3,27) e recuperi (8,8) ogni novanta minuti, come sottolinea il sito Kickest specializzato in statistiche sul calcio.
Ha marcato con la stessa efficacia un “9” classico e fisico come Vlahovic, che ha sofferto contro di lui come contro pochi altri centrali in Italia, e un centravanti atipico come Osimhen.
Tuttavia, ed è questo un aspetto su cui Allegri dovrà lavorare da qui all’inizio della stagione. Ha perso più della metà dei duelli aerei e contrasti intrapresi. Vedremo se e in che modo questo limite risulterà un problema all’interno della rigida difesa posizionale di Massimiliano Allegri.
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