Djokovic, l’elogio clamoroso di un pupillo di Mourinho: i precedenti spiazzano. Il tennista serbo, neo finalista a Wimbledon, riceve i complimenti di un suo conterraneo
Novak Djokovic è in questo momento e non da oggi il più forte tennista del mondo, secondo forse soltanto a Rafa Nadal, che senza l’infortunio ai muscoli addominali che lo ha costretto al ritiro in vista delle semifinali lo avrebbe quasi certamente raggiunto in finale al torneo di Wimbledon in corso di svolgimento in questi giorni.
Il ko di Nadal non toglie ovviamente alcun merito all’ennesima performance da fuoriclasse di Djokovic che domenica cercherà di conquistare il torneo più prestigioso del mondo per la settima volta in carriera.
Ma comunque vada a finire la finale contro il talentuoso e un po’ folle australiano Kyrgios, Djokovic è ormai un’autentica leggenda dello sport mondiale. Ed è soprattutto una bandiera, un simbolo dell’orgoglio serbo nel mondo.
La Serbia, il paese più importante nato sulle ceneri dell’ex Jugoslavia, produce da sempre grandi campioni in parecchie discipline sportive: Professionisti che si sostengono a vicenda, sempre e comunque. Alcuni dloro sono anche ottimi amici e non perdono occasione per dimostrarsi stima e affetto.
Il terreno di confronto pubblico è costituito dalla rete di social network. E proprio poche ore fa, subito dopo la grande vittoria di Djokovic in semifinale contro Norrie, un grande calciatore serbo amico del grande tennista lo ha elogiati pubblicamente tramite il suo profilo Instagram.
Stiamo parlando di Nemanja Matic, 34enne centrocampista ex leader della nazionale serba e da qualche giorno nuovo giocatore della Roma. Il pupillo di Josè Mourinho ha postato una foto di Djokovic accompagnata da un elogio esplicito: “Ben fatto, maestro!“.
In passato, soprattutto nella vicenda spinosa che ha visto Djokovic ergersi a paladino del movimento no-vax legato al Covid-19, Matic ha difeso a spada tratta il suo amico e connazionale attaccando a testa bassa tutti quelli che hanno criticato aspramente il numero uno del tennis per le sue posizioni.
I due precedenti più eclatanti risalgono al 2020 e soprattutto al gennaio scorso quando il fuoriclasse serbo fu espulso dall’Australia proprio per non essersi vaccinato contro il coronavirus.
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