Andrea Agnelli (LaPresse)
Juventus, durissime accuse: “Voleva farlo durante la guerra”. Il club bianconero e suo presidente, Andrea Agnelli, continuano a scatenare polemiche e discussioni
La Juventus resta nel mirino dell’UEFA. In compagnia di altre due big del calcio mondiale come Real Madrid e Barcellona, il club bianconero rimane sotto la lente d’ingrandimento del massimo organismo calcistico europeo. Il motivo è lo stesso che scatenò il putiferio qualche mese fa: la possibile genesi della cosiddetta Superlega, un’organizzazione parallela a cui aderirono 12 grandi club del calcio internazionale e che nei piani dei ‘cospiratori’ avrebbe dovuto gradualmente sostituire le attuali competizioni internazionali.
Un’idea tanto innovativa quanto discutibile promossa da tre presidenti: Florentino Perez, Andrea Agnelli e Joan Laporta.
Tre massimi dirigenti che a distanza di tempo non intendono mollare la presa e che anzi tentano di rilanciare il loro progetto originario, magari con qualche modifica che possa rendere l’idea della Superlega più digeribile dai vertici del calcio europeo. E dunque il muro contro muro prosegue: da una parte Juventus, Real Madrid e Barcellona ancora schierati con la crociata anti-UEFA dall’altra il numero uno del calcio europeo, Alexander Ceferin.
Il quale non perde occasione per lanciare invettive e accuse di ogni tipo ai suoi avversari, in particolare ad Andrea Agnelli con il quale esisteva un solido rapporto di amicizia e da cui l’ex avvocato sloveno si è sentito tradito.
L’attacco di Ceferin ai tre club dissidenti è durissimo: “I sostenitori della Superlega sfidano la credibilità. Juventus, Barcellona e Real Madrid da un lato persistono nel tentativo di resuscitare il progetto fallito della Superlega, dall’altro sono stati i primi a registrarsi per la Champions League 2021/22. Hanno lanciato l’idea in mezzo ad una pandemia e poi hanno provato a rianimarlo mentre infuriava una guerra in Europa”.
Il massimo dirigente dell’UEFA replica poi alle critiche che le tre società in questione hanno mosso a proposito di una presunta iniquia distribuzione dei ricavi: “La Superlega è contraria ad alcuni principi chiave dello sport europeo: il principio di promozione e retrocessione per merito sportivo e il fatto che i ricavi dalle gare tornino nel gioco.
Principi che in UEFA sosteniamo e difendiamo. Molte persone non se ne rendono conto – conclude Ceferin – ma noi distribuiamo quasi tutte le entrate generate dalle competizioni come gli Europei e la Champions League“.
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