Napoli-Spartak Mosca, gara d'andata di Europa League (LaPresse)
La moviola di Napoli-Spartak Mosca con l’analisi degli episodi contestati come l’espulsione di Mario Rui per fallo su Moses. Nel finale di primo tempo, cancellato un rigore ai russi
La sfida contro lo Spartak Mosca si mette bene per il Napoli, che sblocca subito il risultato con il gol di Elmas dopo undici secondi.
Ma alla mezz’ora, la partita si complica. Mario Rui interviene deciso sull’ex interista Moses a venticinque metri circa dalla porta.
L’arbitro slovacco Kruzilak va a rivedere alla VAR l’entità dell’intervento. E’ infatti previsto dal regolamento l’intervento del VAR su falli che possono essere puniti con un rosso diretto (dunque non in caso di seconda ammonizione). E questo senza dubbio si configura come tale.
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Il fallo di Mario Rui, infatti, si configura come un grave fallo di gioco. Rientrano in questa casistica, spiega il regolamento, i tackle o i contrasti che mettono “in pericolo l’incolumità di un avversario”, o gli interventi commessi “con vigoria sproporzionata o brutalità”.
Qualsiasi calciatore, prosegue il regolamento, che “in un contrasto per il possesso del pallone, colpisca un avversario da davanti, di lato o da dietro, utilizzando una o entrambe le gambe, con vigoria sproporzionata o che metta in pericolo l’incolumità di un avversario, si rende colpevole di un grave fallo di gioco“. E esattamente quanto successo in questa occasione.
I gravi falli di gioco, specifica il regolamento, vanno puniti con un cartellino rosso diretto.
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Il VAR dà e toglie nella difficile serata del Napoli e dell’arbitro slovacco Kruzilak che nel finale di primo tempo assegna un rigore ai russi.
Il contatto avviene tra Promes e Politano. Il direttore di gara assegna il penalty ma non vede l’episodio nella sua interezza e viene richiamato al VAR. L’assistente nota un potenziale “grave ed evidente errore”, e l’arbitro rivede l’episodio.
Dalla sua posizione alle spalle dei giocatori, infatti, non ha potuto vedere che è Promes a dare un pestone a Politano nell’incrocio delle gambe. Il giocatore del Napoli non può smaterializzarsi, ma non commette alcuna infrazione punibile con un calcio di punizione diretto. Kruzilak infatti rivede l’episodio e cancella il rigore.
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