Borussia-Manchester City cambia sede (Getty Images)
Borussia-Manchester City si sposta a Budapest. Il match di Champions League non si giocherà più al Borussia Park per precauzione: le misure anti-Covid stanno modificando anche alcuni aspetti del calcio internazionale.
Il calcio, proprio come ogni altra attività, tiene la guardia alta. In Europa c’è grande preoccupazione per la terza ondata di Coronavirus: il COVID-19 sta continuando a mietere vittime. Contagio che non si arresta e virulenza che si modifica anche in base alle varianti, preoccupazione in Germania. I tedeschi non stanno vivendo un momento facile con la curva dei contagi che non accenna a scendere. Anche il calcio finisce nel mirino, accortezze da rispettare, precauzioni da prendere sempre all’insegna del mantra che prevenire sia meglio che curare. Allora, dopo Lipsia-Liverpool, anche Borussia Moenchengladbach-Manchester City cambia sede: teatro del confronto sarà la Puskas Arena di Budapest in data 24 febbraio.
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Scartata l’ipotesi di disputare il match presso il Borussia Park, tempio sportivo dei tedeschi, finché la situazione non rientrerà niente strappi alla regola. Si cambia e ci si adatta: viaggi per tutti, naturalmente, secondo regole ferree e in base a protocolli ben precisi. Lo rende noto anche la UEFA in un comunicato ufficiale: la calma resta la via maestra, seguita soltanto dalla prudenza. Questo, in soldoni, vuole riassumere l’organizzazione che pensa – facendo cambiare struttura della tenzone – di evitare altri rischi. Sebbene gli allenatori l’incognita Covid la vivano comunque al momento di fare la formazione.
Particolare da non sottovalutare che sta modificando le abitudini di alcune competizioni anche in Italia: la pandemia ha unito tutti sotto il velo di Maya della responsabilità. Viatico da seguire anche se difficile da attuare, il cambio repentino di sede potrebbe mettere le squadre ulteriormente in difficoltà, ma stavolta tutto sembra essere stato organizzato per tempo. Al 24 febbraio manca ancora un po’, le compagini potranno organizzare al meglio la trasferta: si va a Budapest, dunque. In questo sentiero obbligato scandito dai potenziali rischi, la toponomastica diventa un ulteriore particolare con cui fare i conti.
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