Antonio Conte analizza il pareggio contro l’Udinese e l’espulsione nel finale.
L’Inter non va oltre lo 0-0 in casa dell’Udinese e non approfitta così della sconfitta in casa del Milan contro l’Atalanta. La squadra di Pioli, dunque, completa il girone d’andata con l’effimero titolo di campione d’inverno.
Nel finale di partita, esplode la rabbia del tecnico nerazzurro Antonio Conte, espulso dall’arbitro Maresca per proteste. “Sei sempre tu”, dice al direttore di gara, “anche alla VAR”. Conte ha protestato per un fallo fischiato contro i nerazzurri. Maresca l’ha prima ammonito poi, di fronte alle proteste prolungate, ha allontanato l’allenatore dal campo.
A fine partita, dopo il fischio finale, le proteste sono andate avanti. Maresca ha ammonito Handanovic e ha espulso anche il team manager dell’Inter, Lele Oriali. Ci sarebbero stati anche momenti di tensione nel tunnel, al rientro negli spogliatoi, fra Conte e l’arbitro della sfida.
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Per la prima volta dallo scorso luglio, dopo 21 partite, l’Inter ha chiuso una partita in campionato senza andare in gol. Merito anche di Musso, che ha compiuto su Lautaro, a metà primo tempo, una parata spettacolare. Ma è l’unica grande occasione da gol che i nerazzurri abbiano creato in tutta la partita.
“Un po’ più di recupero poteva essere accordato. L’arbitro mi ha prima ammonito e poi mi ha mandato via. Non eravamo d’accordo sul minutaggio del recupero” ha detto Conte ai microfoni di Sky Sport. “L’arbitro deve prendere le sue decisioni e noi dobbiamo accettarle, anche se non siamo d’accordo“.
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“Noi dobbiamo guardare a noi, non possiamo pensare agli altri” ha aggiunto il tecnico dell’Inter. “Dobbiamo migliorare in quello che stiamo facendo. Oggi potevamo essere un po’ più precisi, ci è mancata un po’ di qualità nell’ultimo passaggio. Da questo di vista, possiamo e dobbiamo migliorare se vogliamo lottare per qualcosa di importante fino alla fine”.
Ora ci saranno due derby tutto sommato ravvicinati, in Coppa Italia e in campionato. “Sappiamo che il piazzamento in classifica conta, a livello anche societario ed economico. Quindi entrare in Champions diventa più importante per il club rispetto alla Coppa Italia, che è comunque un trofeo che vogliamo rispettare” ha concluso.
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