Mandzukic al Milan, c'è l'accordo: annuncio e formula del trasferimento
Mario Mandzukic è un giocatore del Milan. Come Pioli lo combinerà con Zlatan Ibrahimovic, le varianti tattiche
Mario Mandzukic è un giocatore del Milan. Il club rossonero ha puntato dunque sull’ex Juventus per completare l’attacco. Il croato avrebbe rifiutato diverse offerte nelle ultime settimane, nonostante le proposte di contratto fossero anche più lunghe. Voleva solo e fortemente i rossoneri. Il ritorno in Serie A, dunque, è realtà. Pioli può accogliere in squadra un giocatore certamente carismatico, capace di influenzare i compagni con la forza del suo esempio e della sua storia calcistica di indiscutibile successo.
In Italia, è arrivato nel 2015. Con la maglia della Juventus ha vinto quattro scudetti, tre Coppe Italia, due Supercoppe. La sua esperienza in bianconero non si esaurisce certo nella rovesciata di Cardiff, nella finale di Champions League del 2017 contro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo. Ha totalizzato 44 reti in 162 presenze, ma non sono solo i gol a inquadrare il senso del suo passaggio in Serie A.
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Certo, sarà difficile rivederlo, come ai tempi delle migliori stagioni della Juventus di Allegri, come ala sinistra di sacrificio. Un ruolo affine a quello di Eto’o nell’Inter che festeggiò il Triplete da leggenda con José Mourinho in panchina nel 2010.
In Italia, non gioca da maggio 2019. Torna per dimostrare di non essere ancora “bollito”, e magari per dimostrare a Sarri e alla Juventus che si sono liberati troppo presto di lui. Ma l’incognita sulla sua condizione c’è. L’ultima esperienza in Qatar con l’Al-Duhail si è rivelata disastrosa. Mandzukic ha disputato l’ultima partita ufficiale il 7 marzo 2020. Da allora si è allenato in palestra per mantenere il tono muscolare, ma alla sua età un’inattività così prolungata è destinata ad essere un fattore.
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Sarà interessante verificare anche la compatibilità caratteriale con Ibrahimovic, con cui presumibilmente si alternerà al centro dell’attacco. Più difficile vederlo ancora sulla fascia, non solo perché lo scatto non è più quello dei giorni migliori.
Il Milan infatti sviluppa un gioco molto rapido nelle transizioni, sfruttando sugli esterni la velocità di Brahim Diaz, di Castillejo, di Leao o Hauge. Tutti giocatori rapidi, che consentono di guadagnare campo velocemente, aiutati da una presenza forte in area di rigore che attira gli avversari. Un giocatore come Mandzukic inserito come attaccante esterno richiederebbe una circolazione di palla diversa e dunque a tutto il resto della squadra di muoversi diversamente con e senza palla.
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