Zvonimir Boban (Getty Images)
Il Milan, secondo la decisione del Tribunale del Lavoro, sarà costretto parzialmente a risarcire i danni a Boban ma il caso non è concluso perché i rossoneri annunciano appello.
Boban-Milan, un connubio perfetto durato anni, prima con il croato calciatore e poi come dirigente. In realtà, in veste di dirigente Zvonimir Boban non ha avuto il tempo necessario per fare ciò aveva progettato per la sua squadra. Una struttura societaria troppo complessa per un uomo libero come Zvone. Un confronto costante ma difficile con Ivan Gazidis, fino a quella famosa intervista dove emergevano tutte le discrepanze in quel rapporto. E proprio da lì, si è giunti alla rottura con un licenziamento che ora al Milan dovrebbe costare 5,375 milioni di euro, perché la guerra legale non è finita.
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Dopo mesi di attesa, giungono notizie importanti per l’ex dirigente del Milan. Una notizia che lo riparta del licenziamento subito lo scorso 7 marzo il croato. La destituzione avvenne per giusta causa con effetto immediato dal club rossonero dopo i dissidi interni con Elliott e l’ad Gazidis. A Boban non fu mai perdonata quell’intervista al ‘La Gazzetta dello Sport’ in cui il croato metteva in evidenza le diversità di vedute con il manager sudafricano. Una diversità che ha portato alla non collaborazione nella scelta del nuovo allenatore. Infatti, Boban accusò Gazidis di non averlo avvisato dell’operazione Rangnick, poi naufragata in estate.
Secondo l’indiscrezione lanciata da Dagospia, Zvonimir Boban ha finalmente vinto la sua battaglia in quanto il Milan è stato condannato dal Tribunale di Milano. Il dirigente croato avrebbe parzialmente vinto la causa contro il suo ex club, che dovrebbe riconoscergli 5,375 milioni di euro. Non è ancora detta però l’ultima parola, perché il club di via Aldo Rossi non è disposto a darsi sconfitto e, come comunicato in via ufficiale, annuncia che ricorrerà in appello. Una battaglia legale ancora aperta, in cui la società rossonera ha ribadito la sua totale correttezza e legittimità delle proprie decisioni e azioni intraprese. Una forte presa di posizione per provare a difendersi e ribaltare la sentenza.
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