Juventus-Fiorentina, Ronaldo (Getty Images)
Juventus-Fiorentina ha visto, fra le altre cose, anche sfidarsi due campioni apparentemente senza tempo come Cristiano Ronaldo e Franck Ribery. Secondo Paolo Condò, giornalista e opinionista di Sky Sport, la differenza in un senso o nell’altro l’hanno fatta loro.
Juventus-Fiorentina è anche Cristiano Ronaldo contro Franck Ribery. I campioni che sono “scesi dal trono” per rimettersi in gioco altrove. Questione di grinta, di capacità, ma ancor più di competizione: Ronaldo ha lasciato i Blancos del Real Madrid per dimostrare che la differenza può farla ovunque, in effetti è così ma quando lui non gira i bianconeri vanno in blackout. La Juventus, infatti, che è sempre bastata a sé stessa e ai propri ideali, si ritrova improvvisamente ad essere dipendente da CR7: se lui non segna, sono guai.
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Discorso diverso per Ribery. Il francese, con il Bayern Monaco (e non solo) ha dato tutto: il suo arrivo a Firenze è da intendersi come una vera e propria ulteriore prova di “coraggio”. Quello che mettono soltanto i grandi quando vogliono alzare il livello di difficoltà: la resa è l’impresa, in tal caso. Ovvero il risultato più importante è ridare speranza ad un club e ricordare – prima a sé stesso e poi agli altri – che nuove sfide possono ancora essere compiute.
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Così Juventus-Fiorentina diventa, per un attimo, come Davide contro Golia con al cospetto due personalità ugualmente giganti che portano con loro le aspettative, i sogni e le possibilità di un gruppo. L’osservazione di Paolo Condò, giornalista e opinionista a Sky Sport, si rivela essenziale: “Cristiano Ronaldo è stato preso dalla Juventus per trasmettere anche un certo tipo di grinta da sommare alla mentalità vincente che la squadra già aveva. Non riesce più a farlo come un tempo. La cosa, invece, viene spontanea a Ribery con la Fiorentina”. La differenza, talvolta, la fanno i singoli: dentro e fuori dal campo. Questo, forse, vuol dire davvero essere leader prima ancora che vincenti.
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