Adriano Galliani, il nipote firma per l'Olympiakos (Getty Images)
Adriano Galliani, in una lunga intervista a “Libero”, ha parlato anche dell’attuale proprietà del Milan, al centro del servizio di stasera a Report.
Il Milan si gode il primato in Serie A, continuando a infilare vittorie e risultati positivi. La lunga striscia, iniziata dopo il primo lock-down e la conseguente ripresa dello scorso campionato, è ancora aperta e non è stata interrotta nemmeno contro le grandi squadre. Ora il prossimo esame sarà mantenere l’imbattibilità anche senza Zlatan Ibrahimovic, infortunato contro il Napoli e fuori per le prossime partite. Un’assenza che la squadra di Pioli ha già superato in questo inizio stagione, battendo ugualmente le neopromosse Crotone e Spezia quando lo svedese aveva contratto il Covid. Aldilà dei precedenti, la sua mancanza avrà sicuramente un peso importante ma non è l’unico tema d’attualità che riguarda i rossoneri.
Fuori dal campo infatti, a causa dell’inchiesta di “Report” che andrà in onda stasera, si è tornati a fare insinuazioni sull’attuale proprietà. Il servizio televisivo metterebbe in dubbio la reale ripartizione tra il fondo Elliot e altre realtà che avrebbero un comando e un potere maggiore sul Milan. In attesa di scoprire tutti i retroscena, l’ex amministratore delegato Adriano Galliani ha commentato questa vicenda in un passaggio della sua lunga intervista al giornale “Libero”, anticipando un po’ il succo del discorso e chiarendo il suo punto di vista.
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Questa la chiara e lucida analisi di Galliani sulle ombre gettate intorno agli ultimi passaggi di proprietà del Milan: “Ho visto il servizio di Report su Rai Tre: è l’ennesimo tentativo di colpire Berlusconi, anche a costo di infangare il Milan. E’ lo stesso sistema utilizzato quando alludevano che la vendita ai cinesi fosse un’operazione per ripulire i suoi soldi, facendoli rientrare dall’estero”.
In seguito l’attuale ad del Monza ha preso ancora le distanze: “Il Milan appartiene per il 96% al fondo americano Elliott e per il rimanente 4% a Blue Sky, la società creata dai due finanzieri napoletani, Salvatore Cerchione e Luca D’ Avanzo, che lavorano a Londra. L’operazione d’acquisto con il cinese Yonghong Li è trasparente e controllata più volte”.
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