Lazio, caso tamponi: audizione in Procura. Cosa rischiano i biancocelesti
Lazio, terminata l’audizione alla Procura federale dei medici della Lazio Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Le parole dell’avvocato Gentile
E’ terminata dopo un paio d’ore l’audizione dei medici della Lazio per il caso tamponi. Ivo Pulcini e Fabio Rodia sono stati ascoltati dai due sostituti procuratori federali Giorgio Ricciardi e Luca Scarpa. Collegato in remoto Giuseppe Chinè.
L’avvocato della Lazio, Gian Michele Gentile, presente all’audizione, ha spiegato all’agenzia di stampa ANSA che si è trattato di un colloqui illustrativo sulla vicenda che riguarda il rispetto del protocollo anti-Covid della Serie A.
La società, ha spiegato Gentile, ha documentato tutto e chiarito anche le comunicazioni avvenute con le ASL, di cui si è primariamente occupato Pulcini. Rodia, invece, si è dedicato alla gestione dei tamponi. I due medici, ha detto l’avvocato, “hanno dato una spiegazione, rispondendo a tutte le osservazioni e ai chiarimenti”.
La vicenda ruota intorno a tre momenti. La sfida di Champions League contro il Bruges del 28 ottobre, prima della quale Ciro Immobile mostrava una positività ma solo al gene N dopo il controllo allo SynLab della UEFA. La partita contro il Torino, in cui Immobile ha anche segnato. La sfida di Champions contro lo Zenit a San Pietroburgo in cui l’attaccante è stato fermato di nuovo. Il Torino, sottolinea Gentile, “non è stato nominato. Si è parlato solo del Bruges e dello Zenit”.
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Gentile ha sottolineato la mancanza di chiarezza scientifica sulla tipologia dei tamponi e sulla lettura dei risultati. Resta da spiegare, infatti, la discordanza tra l’esito dei test al SynLab della Uefa e quelli svolti in Italia al Campus Biomedico di Roma e al laboratorio Futura Diagnostica di Avellino.
La locale Procura ha disposto anche l’acquisizione delle controanalisi dei sette tamponi eseguiti su calciatori e staff del club biancoceleste ri-analizzati dal laboratorio Merigen di Napoli prima di Lazio-Juve del 7 novembre scorso.
Ad Avellino i test erano negativi per tutti. Al Biocampus Immobile, Strakosha e Leiva risultavano positivi. A Napoli, invece, il verdetto parlava di negatività per Leiva e Strakosha, di lieve positività per Immobile.
La procura federale a questo punto ha tre possibili strade: deferire la Lazio per mancato rispetto del protocollo, archiviare il procedimento o eventualmente attendere l’esito dell’inchiesta di Avellino.
Questa strada, però, appare la meno probabile alla luce delle parole di Chinè riferite all’ANSA dall’avvocato Gentile. “La premessa di Chinè oggi è stata: di quello che sta facendo Avellino non ci occupiamo” ha detto il legale, “non abbiamo competenza e mezzi. Parliamo solo sul rispetto del protocollo”.
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