Antonio Conte dopo Benevento-Inter (Foto: Getty Images)
L’Inter dilaga a Benevento e conquista altri tre punti importanti. Antonio Conte si gode la vittoria e fa i complimenti ai suoi ragazzi. Le dichiarazioni del mister nel post partita.
L’Inter vince e convince a Benevento. La squadra nerazzurra ha portato a casa altri tre punti importanti in quest’inizio campionato senza accontentarsi. Ben più largo, infatti, è il punteggio di questa sfida: certamente diverso rispetto alla partita di San Siro contro la Fiorentina. Stavolta i 5 gol danno morale e certezze a Conte che può guardare avanti sia per approccio dei suoi che per ambizioni.
C’è soddisfazione dopo un’altra prestazione convincente malgrado i cambi di formazione?
“Penso che la soddisfazione migliore è vedere che al di là degli interpreti non cambia l’idea di gioco. Abbiamo anche più azioni rispetto allo scorso anno: creiamo tanto anche se prendiamo qualche gol di troppo, la squadra è un po’ squilibrata fra attacco e retroguardia ma io mi diverto a vederla giocare. Buona mentalità del collettivo”.
Quanto conta conoscere già l’ambiente dopo una stagione? Vidal come sta?
“Sicuramente ci troviamo un lavoro di base di un anno su cui si può intervenire cambiando sistema, trequartista o vertice basso, possiamo avere diverse interpretazioni in fase offensiva. Bravi i ragazzi che con il Benevento hanno risposto bene, ma c’è tanto da lavorare. Arturo ha ricevuto un colpo sulla coscia, ho visto che arrancava e ho preferito non rischiare. Non dovrebbe essere niente di preoccupante, lui è un guerriero. Devono essere pronti sempre quelli come lui“.
Lei ha chiesto prudenza alla società con i proclami: quest’Inter è da Scudetto?
“Io non ho chiesto niente alla società, non dite cose non vere. Prendiamo atto di questo. Non parliamo dicendo cose che non ho detto. Dobbiamo essere contenti perchè i colleghi hanno grandissimo rispetto dell’Inter e del mio lavoro, se veniamo visti come temibili, bisogna prenderlo come motivo di orgoglio. Non siamo più outsider, gli avversari ci vedono con occhi diversi. Ci affrontano con più attenzione e determinazione: l’Inter ha riacquistato una credibilità che sembrava perduta”.
Cambia spesso qualcosa a centrocampo: l’innovazione tattica passa (anche) da lì?
“Nessuno penso voglia parlare di situazioni tattiche, mi fa piacere che qualcuno noti che c’è qualcosa di organizzato. Spesso ci si dimentica del lavoro di un allenatore con la sua equipe. Menomale che viene sottolineato”.
Pensa che sia necessario qualche altro rinforzo dal mercato a sessione quasi conclusa?
“Di mercato non parlo, spetta al club, ai dirigenti. Penso solo a lavorare e a fare del mio meglio per valorizzare tutti i componenti che ho a disposizione. Il fatto di aver cambiato sette elementi e aver ottenuto uguale intensità è la dimostrazione che i ragazzi lavorano bene. Noi, purtroppo, facciamo gli allenatori e cambiando scacchiere ci assumiamo i nostri rischi. Facciamo diverse partite in pochi giorni e questo vuol dire anche velocizzare l’inserimento dei nuovi. Vengono introdotti in un sistema di gioco e bisogna farglielo capire: vederli già inseriti, talvolta, è un vantaggio in più”.
Juventus e Napoli di nuovo pronte a sfidarsi: chi vede meglio?
“Me la godrò in tv. Lascio stare la Juventus, state sottovalutando molto il Napoli, in generale. È un’ottima squadra, c’è anche lei tra le favorite per organico e allenatore. Che vinca il migliore, come sempre”.
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