JJuventus Cristiano Ronaldo (Getty Images)
Tensione in casa Juventus: il momento è difficile. Dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia riemergono le problematiche che riguardano il rapporto di Maurizio Sarri con la squadra. L’allenatore non avrebbe la totale fiducia dei giocatori, e soprattutto ci sarebe un problema con Cristiano Ronaldo. Le tappe di una crisi che potrebbe ulteriormente aggravarsi
Maurizio Sarri e Cristiano Ronaldo si sono conosciuti un anno fa. L’inizio di un rapporto che non si può definire travagliato, ma nemmeno idilliaco. Il campione bianconero è un po’ al centro delle vicende della squadra, nel bene e nel male. La sua faccia atterrita in panchina mentre il Napoli festeggiava la Coppa Italia vinta proprio contro i bianconeri la dice lunga. Non è abituato CR7 a perdere. Prima la finale di Supercoppa italiana, poi quella di mercoledì.
Il portoghese non ha nemmeno calciato il suo rigore, visto che era l’ultimo della sequenza. Ma gli errori di Dybala e Danilo avevano già chiuso la sequenza a favore dei partenopei. Un anno dopo l’incontro sullo yacht in Costa Azzurra: all’epoca sembravano tutte cose belle. Sarri ha – comunque – sempre ipotizzato di un Ronaldo utilizzato come punta centrale. Un progetto a cui l’allenatore teneva, ma che è stato subito accantonato perché al portoghese il ruolo di falso nueve non piace. E Sarri ha capito che l’attaccante ha una sua autonomia in fatto di ruolo e di condizioni fisiche: decide lui dove e se giocare.
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I primi problemi in autunno, quando Cristiano Ronaldo ha un fastidio al ginocchio. Decide da solo quando fermarsi, ma Sarri a un certo punto lo sostituisce due volte. Per tutelarlo, ma anche per cercare di affermare la sua autorità. Esperimento non riuscito, l’attaccante non ha gradito per nulla. Primo episodio che agita un po’ lo spogliatio. La Juve, anche se lentamente, peggiora le proprie performances: a Lione, in Champions League, una prestazione da horror, poi la lunga quarantena che ha bloccato tutto.
Cristiano Ronaldo ha deciso tranquillamente di tornarsene in Portogallo, dove ha atteso gli eventi. Poi il ritorno in Italia, intanto salgono a quattro le quattro partite senza gol con la Juventus, alle quali si aggiunge la seconda finale consecutiva persa senza nemmeno calciare il rigore. L’insistenza dell’allenatore nel proporgli il ruolo di attaccante centrali. Le inevitabili critiche a Sarri da parte della sorella del campione, rapporto ormai teso. Servirà una bella “svegliata” collettiva per far tornare il sorriso in casa bianconera. E intanto il malumore di Cristiano pesa come un macigno sul futuro di Sarri.
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