Manchester City (Getty Images)
In Premier League, si ipotizza il ricorso al passaporto sanitario digitale per favorire il ritorno dei tifosi allo stadio. Come funzionerebbero le procedure
La Premier League è ripartita in mezzo a spalti vuoti, tra polemiche per la Goal Line Technology che non convalida clamorosamente un gol dello Sheffield United, e un disastroso David Luiz contro il Manchester City. All’Etihad Stadium si sono visti tifosi virtuali, collegati da casa e mostrati su uno schermo in un simulacro di curva virtuale già sperimentato per primi dai danesi dell’Aarhus. Ma il campionato inglese pensa di farli ritornare davvero all’interno degli stadi.
Decisivo sarebbe il contributo della Prenetics, la società specializzata in test genetici e biotecnologie che si è occupata degli 8.687 test a calciatori e componenti degli staff delle squadre di Premier League, necessari per chiudere il lockdown e tornare in azione.
Avi Lasarow, dirigente della Prenetics per l’area EMEA (Europa, Africa e Medio Oriente), ha detto all’agenzia di stampa Reuters che si potrebbe far ricorso al passaporto sanitario digitale e ai dati biometrici per riportare i tifosi sulle tribune.
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“Potrebbe essere rivoluzionario” ha spiegato, “collegherebbe i risultati dei test sul Covid-19 a un meccanismo ad accesso digitale basato sui dati biometrici“. In sostanza i tifosi dovrebbero scansionare un codice QR che darebbe accesso al passaporto sanitario, in maniera sicura, per dimostrare di essere negativi al Covid-19.
Questo archivio digitale contiene i risultati dei controlli passati e una serie di altre informazioni. Secondo quanto riferisce la Reuters, i tifosi dovrebbero registrarsi via mail e inviare una fototessera al proprio club prima di poter sbloccare, una volta verificata l’identità, un codice personale. A quel punto, potranno accedere al passaporto digitale anche attraverso lo smartphone.
Secondo Lasarow, questo sistema potrebbe accelerare anche il ritorno degli impiegati sul proprio posto di lavoro. Resta però l’incertezza sui costi totali di questo meccanismo e qualche possibile dubbio a proposito della cessione di dati molto sensibili legati alle proprie condizioni di salute a un soggetto terzo, un’azienda privata straniera.
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