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Calcio

Serie A, le novità sul protocollo: dai tamponi al ritiro

La Serie A e la Figc hanno strappato al ministro Spadafora la disponibilità a rivedere il protocollo sanitario nelle sue parti più critiche: ritiri, responsabilità dei medici e quarantena obbligatoria

Serie A, le novità sul protocollo: dai tamponi al ritiro (Getty Images)

Il calcio è ripartito in Germania, per ora unico paese di rilievo nel quale si è tornato a giocare. In Italia si prova a fare lo stesso, ma la trattativa è ancora indietro. Oggetto di discussione la ripresa degli allenamenti di squadra, previsti ufficialmente per domani. Ma che poche società faranno.

Il motivo è l’ormai famoso protocollo sanitario, che è stato prima approvato e sottoscritto dalla Figc (e quindi dalla Lega Serie A) poi messo in discussione dopo qualche giorno. Alle società non piace l’idea del ritiro obbligatorio, molto osteggiato dai calciatori. Anche perché senza la certezza della ripresa del campionato questo viene visto come un’inutile privazione della libertà dopo due mesi di quarantena a casa.

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Serie A, i tre nodi da sciogliere per far ripartire il calcio

I tre nodi da sciogliere per far ripartire il calcio (Getty Images)

E poi c’è il nodo responsabilità dei medici: troppo severe le condizioni del protocollo, che danno l’eventuale colpa di calciatori positivi esclusivamente alle società tramite i rispettivi responsabili sanitari. E poi c’è il nodo quarantena, forse quello più difficile da sciogliere. Ad oggi le disposizioni prevedono che in caso di un solo soggetto risultato positivo al Covid-19 tutta la squadra e relativo staff venga messo in quarantena e isolato per 14 giorni. Vale a dire mettere fine prima di cominciare all’idea di tornare a giocare.

Ad esempio, proprio ieri il Parma ha annunciato di avere due calciatori positivi e di averli messi in isolamento: non potrà svolgere gli allenamenti, naturalmente. Da qui le richieste della Serie A, che chiede di alleggerire le responsabilità dei medici. Annullare i ritiri obbligatori i considerarli solo quando ci sarà una data certa per il campionato. E infine sostituire la quarantena obbligatoria con un semplice isolamento dei soggetti positivi, a patto però di effettuare più tamponi a settimana.

Leggi anche – Serie A, Spadafora sta con Conte: “Nessuna data certa”

Giovanni Scotto

Giornalista professionista. Comincia dai dilettanti fino alla Serie C. Dal 2009 segue il Napoli per il quotidiano "Roma". Sette anni corrispondente Calciomercato.com. Per due anni ha diretto il sito gianlucadimarzio.com. Da cinque anni collabora con l'emittente locale TVLuna, dove è anche conduttore. Collabora anche con Radio Radio.

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