Italia, qualificazioni Qatar 2022: serve il posto da testa di serie nel ranking (Getty Images)
Il ct della nazionale, Roberto mancini, interviene in un webinair con i ragazzi del settore giovanile del Bologna. “Lo stop della Serie A sarà un problema anche per noi” dice.
La definizione dei calendari di questa e della prossima stagione possono essere un problema. Almeno per il ct della nazionale Roberto Mancini, che ha partecipato a una webinair, una conferenza in streaming, organizzata dal Bologna per il settore giovanile. “Con i giocatori, a parte qualche chat per tenerci in contatto, non ci vediamo da novembre. Seriamo di ricominciare l’attività a settembre“. Il ct azzurro ha sottolineato ai ragazzi come lo stop forzato così lungo “è già, e rappresenterà in futuro, un problema anche in chiave Nazionale”.
Proprio a Bologna, Roberto Mancini ha esordito in prima squadra, a sedici anni e mezzo. Allora, ha spiegato, “trovai persone che mi diedero fiducia e sono sempre pronto a fare lo stesso. Bisogna dare spazio ai giovani bravi, farli giocare e lasciarli anche sbagliare“. Un approccio che ha sempre seguito nella sua carriera, e che ha continuato a mantenere anche sulla panchina della nazionale.
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Ci tiene particolarmente a segnalare che la decisione di puntare su Nicolò Zaniolo non è stata una semplice coincidenza. “Lo vidi alle fasi finali dell’Europeo Under 19, in cui era sotto categoria e decisi di chiamarlo. A voi ragazzi dico, impegnatevi e allenatevi duro: se avete qualità tecniche e personalità sono pronto a chiamarvi, anche se non avete ancora debuttato in prima squadra”.
Tecnica e personalità sono condizioni necessarie ma non sufficienti per sfondare, precisa Mancini. “Sono le prime cose che guardo, ma non sono tutto. Io ho perso un paio di anni, dopo l’esordio, pensando che fossero tutto. Poi ho capito e sono migliorato tanto con il lavoro. Non l’avessi fatto mi sarei perso, come Macina”.
Si tratta di un suo compagno nelle giovanili del Bologna. Classe 1964 come lui, a detta dell’attuale ct azzurro era uno dei più forti under 15 al mondo nella sua epoca, con il potenziale per diventare quello che oggi è Leo Messi. Solo che, ha concluso Mancini, allenarsi non rientrava tra le sue priorità. Non gli piaceva. Così si è perso per strada.
Infine, riserva un consiglio e un invito ai ragazzi. “Se avete talento, allora allenatevi, fate vita da atleti, ascoltate il vostro corpo e curatevi“.
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