"Papu" Gomez critica la scelta di aver giocato con il Valencia
Il Coronavirus ha travolto l’Italia e la Lombardia è la regione più colpita nel nostro paese. I dati registrati parlano di oltre 6mila casi solamente a Bergamo, città alla quale appartiene l’Atalanta. Il capitano del club, Alejandro “El Papu” Gomez ha rilasciato un’intervista al quotidiano argentino Olé dove ha raccontato le sensazioni che sta vivendo in questi giorni e spiegato quale secondo lui possa essere stata una delle cause dell’espansione della pandemia nel nostro paese.
L’attaccante argentino ha subito fatto riferimento alle due partite giocate contro il Valencia e valide per gli ottavi di finale di Champions League. La sfida d’andata si è disputata allo stadio San Siro di Milano lo scorso 19 febbraio, quando l’espansione del contagio non aveva ancora colpito l’Italia in maniera così decisa.
Secondo Gomez la scelta della Uefa sullo svolgimento della sfida europea, nonostante le prime avvisaglie relative al Covid-19, si è rivelata essere un errore: “Aver giocato queste partite è stato terribile. A quel tempo non c’erano ancora molti casi e nessuno aveva idea di cosa stesse facendo questo virus, non sapevamo bene della gravità e del contagio. All’inizio c’è stata molta disinformazione e tutti abbiamo preso alla leggera questa situazione. Pensavamo fosse solo un’altra influenza, un virus come altri.
Il “Papu” ha poi proseguito: “La situazione di Bergamo penso sia dovuta anche alla partita d’andata con il Valencia, a San Siro c’erano 45 mila bergamaschi su 120 mila abitanti. Mia moglie ha impiegato tre ore per raggiungere Milano quando di solito servono 40 minuti”. Non mancano le critiche anche alla gestione della partita di ritorno allo stadio Mestalla: “Quando siamo andati a Valencia erano tutti rilassati, non c’erano controlli. Adesso la Spagna è il secondo paese in Europa con il maggior numero di infezioni”.
Un’opinione condivisa anche dal primario del reparto di Pneumologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Fabiano Di Marco, che al Corriere della Sera aveva dichiarato: “I tanti contagi potrebbero essere derivati anche dai quarantamila bergamaschi a San Siro per Atalanta-Valencia, in pullman, auto e treno. Una bomba biologica, purtroppo.”
Molta preoccupazione nelle parole di Gomez, che in questi giorni è passato dal vivere un sogno con l’Atalanta, per la qualificazione ai quarti Champions, ad un vero e proprio incubo: “Ora gli ospedali sono pieni e non c’è più spazio per i malati. L’altro giorno i militari sono venuti a prendere le bare per cremare i defunti da qualche altra parte perché qui non c’è posto nei cimiteri. È tremendo! Ogni mattina mi alzo per guardare le notizie e sono sempre cattive. La situazione è drammatica, la quarantena è molto rispettata ma ci sono ancora alcune persone per strada”.
Infine l’attaccante ha rivelato anche di aver parlato con i due connazionali, Dybala e Pezzella, positivi al Coronavirus: “Ho sentito Dybala quando è uscito fuori il caso di Rugani. Ora non vorrei disturbarlo, ma in questi giorni gli scriverò di nuovo. Ho parlato anche con Pezzella quando è arrivata la notizia del suo caso. Mi disse che stava bene, che aveva avuto la febbre per uno o due giorni e che ora doveva rispettare la quarantena, ma non aveva più alcun sintomo”.
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