Ripresa del calcio italiano, il punto di Castellacci
Mentre aumenta la stretta dell’Italia per contrastare l’emergenza Coronavirus, nello sport italiano la situazione è ancora interlocutoria. Sospensione momentanea, sì, ma fino a quando? La domanda continuano a porsela in molti, sottovoce come un mantra, nella speranza di ricevere una risposta accomodante e rassicurante che possa garantire un barlume di normalità. Cosa che al momento manca anche, e soprattutto, nel calcio dove ci sono ancora una serie di questioni aperte: la deadline è il 3 aprile, per la possibile ripresa, ma è già risaputo che si tratta di una data di comodo. Un paletto piazzato prima degli sviluppi del COVID-19 e del propagarsi del contagio nello Stivale.
I morti, purtroppo, scandiscono le giornate di un Paese in agitazione che guarda al nord Italia con la speranza che ci sia – quanto prima – un’inversione di tendenza. Allora aprile per tornare in campo non basta più, gli scarpini dovranno rimanere negli armadietti. Forse se ne può parlare a maggio, ma c’è chi è scettico anche su questo. Il professor Enrico Castellacci, ex medico della Nazionale Italiana ha parlato, senza peli sulla lingua, ai microfoni di Rainews 24: “Se guardiamo la Cina, che ha affrontato l’emergenza e interrotto il campionato molto prima di noi e che ha programmato il ritorno in campo proprio il 3 maggio, la stessa data in cui si programma di riprendere noi. Questo mi pone dei dubbi che quella data possa essere preservata, anche se me lo auguro di cuore“.
Il professore appare molto scettico che si possa riprendere in tempi relativamente brevi, molti si ritrovano nel suo pensiero. Ad ogni modo è ancora prematuro parlare di stagione finita, anche se c’è chi lo sussurra a mezza bocca. Gli allenamenti delle squadre in questo tempo sospeso, Castellacci ha le idee chiare: “Gli allenamenti delle squadre di Serie A dovrebbero iniziare in una data uniforme. Non è giusto che le squadre che oggi sono in quarantena siano penalizzate. La data del 4 aprile è auspicabile, anche se io ho delle perplessità in questo senso”, ha concluso.
Non ci sono certezze al momento, seppur Castellacci abbia cercato di riportare un po’ di lucidità laddove sembrava essersi smarrito ogni riferimento. L’ex medico azzurro ha mostrato pragmatismo e cognizione, qualità opportune in un momento come questo in cui si vive alla giornata anche per quel che riguarda le decisioni da prendere.
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