Ronaldinho racconta il carcere tra calcio, fede e... autografi
Nuovi guai per Ronaldinho. Lo scorso 6 marzo, l’ex fantasista del Milan è stato arrestato in Paraguay insieme al fratello, Roberto de Assis, perché in possesso di passaporti falsi. Per entrambi, il giudice di Santa Clara ha disposto la detenzione preventiva presso il carcere di Asuncion. Nei giorni scorsi i legali del brasiliano hanno provato ad ottenere gli arresti domiciliari. La prima proposta di cauzione (800mila euro), però, è stata rigettata. Stesso destino anche per la seconda. I legali del ‘Gaùcho‘ erano arrivati a mettere sul piatto 1,4 milioni di euro. Cifra importante che le autorità paraguaiane hanno preferito rifiutare in quanto il pericolo di fuga rimane elevato.
Ora, la posizione dei due fratelli brasiliani rischia di aggravarsi. Si perché, a quanto pare, alla questione passaporti falsi, potrebbe aggiungersi anche quella legata al riciclaggio. Le autorità locali, infatti, avrebbero intenzione di approfondire i rapporti tra Ronaldinho e l’imprenditrice Dalia Lopez, colei che ha invitato l’ex Barça in Paraguay. Sulla questione, il procuratore Osmar Legal ha detto: “La nostra ipotesi principale è che i documenti falsi sarebbero stati usati per scopi commerciali o investimenti che non erano legali”.
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