Juventus, accordo per la riduzione degli stipendi: a quanto rinunceranno i calciatori
La Serie A sta cercando di trovare una soluzione per contrastare l’emergenza Coronavirus e giocare regolarmente le partite della prossima giornata. L’ipotesi più probabile è lo stadio a porte chiuse, nelle regioni più a rischio contagio come il Piemonte, dove domenica sera è in programma la sfida scudetto tra Juventus e Inter.
Una possibilità spiegata anche da Andrea Agnelli, presidente bianconero, intervenuto ai microfoni di Radio 24 come ospite di “Tutti Convocati”. Ecco il suo pensiero a riguardo: “La priorità per il nostro Paese è la tutela della salute pubblica. L’interruzione del campionato è difficile, c’è un calendario intasato, perché si è iniziato il campionato tardi e si è deciso di non giocare durante la sosta natalizia. L’ordinanza vale fino a sabato, quindi teoricamente si gioca, magari a porte chiuse che comunque sarebbe la scelta migliore. E’ complicato invece spostarla in uno stadio diverso del Sud”.
Il presidente della Juventus ha fatto anche il punto sul lavoro di Maurizio Sarri e sulle voci di Guardiola: “Siamo molto felici di Sarri, la volontà era rompere col passato e aprire un nuovo ciclo almeno di tre anni. Non abbiamo fretta e sappiamo che ci vuole tempo per raggiungere i risultati finali. Non posso negare che pensiamo a Guardiola, oggi però è un’ipotesi complicata perché vuole restare al Manchester City”.
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