Gigi Maifredi (Getty Images)
Reduce dalla sconfitta di Napoli, Juventus chiamata al riscatto domani contro la Fiorentina a Torino. Inter attesa dall’Udinese. In casa bianconera resta d’attualità il lavoro di Sarri. Di questo, ma anche di mercato, Conte e Eriksen ha parlato in ESCLUSIVA a Calciotoday.it Gigi Maifredi, tecnico della Vecchia Signora nella stagione 1990/1991
Su Sarri questa l’idea di Maifredi: “Sarri è stato ingaggiato per migliorare la squadra sotto il profilo estetico, ma in questo momento non ne ha la possibilità. Alcuni giocatori stanno rendendo meno del previsto, anche se quando hai dei top riesci comunque a vincere. Creare un gioco con tanti campioni è difficile, perché ognuno pensa per sé, del resto sono aziende. Il tanto vituperato Allegri ha dimostrato che nei grandi club come la Juventus devi essere bravo a gestire i giocatori, nessuno di questi corre per i compagni”. Del resto -dice l’ex tecnico- “alla Juve conta vincere e non convincere”. Inevitabile per Maifredi rispondere a chi lo accosta a Sarri: “E’ un paragona sbagliato, io ero il vero rivoluzionario. Intanto avevo una rosa ristretta rispetto ad altre società. Molti non hanno nemmeno capito come facevo giocare la squadra, io ero sinonimo di fantasia e invenzione. Oggi sono tutti stereotipati, il calcio non è una scenza esatta, ma è divertimento. Forse prima di passare dal Bologna alla Juventus avrei dovuto fare una tappa intermedia, per esempio la Roma, Viola mi voleva fortemente. Mi fece una super offerta”.
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L’Inter è una delle squadre maggiormente rafforzata dal mercato. La pensa così Maifredi: “Secondo me al di là delle lamentele del proprio allenatore, era già un’ottima squadra, con gli innesti ha raggiunto la Juventus. Il vero colpo ovviamente è Eriksen, secondo me è un top player e questo dà ai nerazzurri la possibilità di giocarsi lo scudetto”. Poi un giudizio dell’ex allenatore su Conte, da molti considerato il valore aggiunto dei nerazzurri: “Conte gode di una pubblicità positiva sempre e comunque. Probabilmente questo è dovuto ai risultati ottenuti in carriera, io la penso diversamente. Anche lui sbaglia”. Infine un pensiero al Bologna, di cui è stato allenatore per quattro anni: “Se Mihajlovic non avesse avuto la malattia l’avrebbe migliorata molto. Con un Sinisa a tempo pieno, avrebbe lottato per l’Europa League“.
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