Simone Inzaghi (Getty Images)
La Lazio, la lotta scudetto, Sarri e Conte. Questi alcuni argomenti contenuti nell’intervista rilasciata in ESCLUSIVA a CalcioToday.it da Fernando Orsi, ex portiere biancoceleste, oggi commentatore a Sky Sport
Con il successo di Brescia, la squadra d’Inzaghi ha collezionato la nona vittoria consecutiva, eguagliando quella allenata da Eriksson nella stagione 1998/1999. Orsi inquadra così i biancocelesti: “La Lazio è una squadra che ci crede sempre. Solitamente vince le gare giocando bene, ieri no, come accaduto per esempio anche a Cagliari, ma anche questa è una virtù. Nonostante a Brescia avesse assenze importanti è riuscita a portare a casa il risultato, questi sono successi che aumentano l’autostima”. Biancocelesti da scudetto? Questa la risposta dell’ex portiere: “La Lazio credo possa sperare nel titolo, sognare non costa nulla, questo è un campionato diverso dagli ultimi otto. L’importare è non peccare di presunzione. Intanto è necessario qualificarsi per la Champions League, poi si vedrà”. Orsi poi non ha dubbi su chi sia il simbolo di questa squadra: “Inzaghi perché ha plasmato questo gruppo in tre anni e mezzo. Chiaramente poi i giocatori danno il senso al lavoro dell’allenatore: Immobile con i suoi gol, Correa cresciuto in modo importante, Milinkovic e Luis Alberto diventati tra i migliori centrocampisti in circolazione. Le certezze arrivano dalla continuità. Questa Lazio mi ricorda quella del ’73 perché la sua forza è il collettivo, nel 2000 invece c’erano tanti singoli forti”.
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Juventus e Inter sono appaiate in vetta alla classifica. Orsi dice la sua sul lavoro dei due tecnici. In primis Sarri, criticato dai tifosi bianconeri per la mancanza di gioco: “Il tecnico sta facendo un lavoro diverso rispetto a Napoli, ma già al Chelsea aveva cambiato modo di giocare. Nella Juventus deve gestire tanti giocatori forti, su tutti Cristiano Ronaldo. Lui non deve solo allenare, ma <accontentare> anche i calciatori che stanno in panchina, molti dei quali di caratura internazionale importante. Il compito più difficile per Sarri è proprio la gestione, senza però dimenticare di essere allenatore. Comunque è primo in classifica, si è qualificato da primo nel girone di Champions League, alla fine contano i risultati”. Rispetto a Conte, l’ex portiere, vice di Mancini nell’Inter dal 2004 al 2006, questo il giudizio: “Antonio sta facendo bene. Sicuramente sulla valutazione incide l’eliminazione dalla Champions League, ma ha trasmesso alla squadra il suo carattere e in campo si vede. Ho qualche dubbio a livello di gioco, ma Conte ha dato 6/7 in più all’Inter. In ottica scudetto credo che la Juventus resti favorita, ma i nerazzurri se la giocheranno”.
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