Fabio Capello
Nella vittoria dell’Inter contro il Borussia Dortmund c’è anche la firma di Sebastiano Esposito. Il classe 2002 ha fatto il suo esordio in Champions League lasciando tutti a bocca aperta, compreso Fabio Capello che a fine partita non si è trattenuto. Negli studi di Sky Sport , durante l’intervista all’attaccante di 17 anni, l’ex glorioso allenatore di Real Madrid, Milan, Roma e Juventus ha fatto un discusso paragone con Zaniolo, finendo al centro della polemica.
Il consiglio di Capello a Esposito infatti è stato di non prendere esempio dal giovane giallorosso: “Non prendere la strada di Zaniolo”, chiamato in causa da Paolo Condò per fare un parallelo tra i loro debutti. Dopo queste parole però si è percepito un po’ di imbarazzo tra i presenti, compreso Condò che ha risposto: “Di Zaniolo? Perché no?”. A quel punto ha preso subito la parola Ilaria D’Amico, presentatrice del post partita, con questa via d’uscita: “Ma no, perché ha lasciato l’Inter. Intendeva questo…”.
In realtà non è così chiaro il pensiero di Capello, che ha generato molte polemiche sui sociale, soprattutto dei tifosi della Roma. Tra questi è intervenuta anche la madre di Nicolò Zaniolo, Francesca Costa, che sulle storie Instagram ha replicato all’attacco di Don Fabio: “Sarò pure tua madre ma la tua strada te la sei segnata tutta da solo ed è un esempio per tantissimi ragazzini che ci scrivono ogni giorno inseguendo il tuo sogno e sperando di essere come te. Tu che a 19 anni hai esordito in Champions, tu che a 19 anni hai fatto doppietta nella stessa competizione, dice tanto il più giovane italiano a riuscirci…tu che a 19 anni hai esordito in Nazionale maggiore…tu che a 19 anni sei stato eletto miglior giovane della Serie A 2018-2019…tu che a 20 anni vanti già 47 presenze con l’ AS Roma con 7 goal e 3 assist. Tu che per me dovresti essere e continuare a essere un esempio e non una strada da evitare per tutti i tuoi coetanei, i più giovani e i più grandi…compreso il bravissimo Esposito…sperando che tutta questa campagna della quale non comprendo il motivo non ti destabilizzi…ti adoro”.
Sull’accusa di Fabio Capello rivolta a Zaniolo, è intervenuto anche l’agente del classe ’99, Claudio Vigorelli, che ha difeso il suo assistito: “In poco più di un anno un ragazzo di 19 anni è passato dalla notorietà riservata alla ribalta internazionale, nel segno di un successo precoce fatto di lavoro e sacrificio. Un Predestinato, si è detto di lui. Nel giro di pochi mesi, se il calcio giocato ha continuato a riservargli un ruolo di primo piano – e i dati statistici di questo inizio di stagione lo confermano – le luci dei riflettori sembrano aver fatto allungare intorno a Nicoló l’ombra dello stereotipo del “bad boy” che non gli appartiene. Credo che alla sua età ci sia anche il diritto di poter cadere in qualche errore e in ogni caso risolto. Da qui a trasformarlo in modello negativo, ritengo che il passo sia troppo lungo. Questa è l’impressione che ho avuto ascoltando la battuta di Fabio Capello, un gigante del calcio italiano. Nicoló ha peccato d’immaturità, ha doverosamente pagato e ha voltato pagina, comportandosi da quel momento in modo impeccabile sia nella Roma che in Nazionale. Queste parole sono ingiusto e ingeneroso, soprattutto se il giudizio viene da un personaggio di altissimo livello come Capello, di cui peraltro – come per tanti grandi – si ricordano peccati di gioventù. Per Zaniolo parleranno i fatti e non i luoghi comuni”.
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