Shakhtar Donetsk's Portuguese headcoach Paulo Fonseca looks on before the UEFA Champions League round of 16 second leg football match AS Roma vs Shakhtar Donetsk on March 13, 2018 at the Olympic stadium in Rome. / AFP PHOTO / Andreas SOLARO (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
La conferma di Dzeko alla Roma è stata la prima vera vittoria di Paulo Fonseca. Il nuovo allenatore della Roma ha fatto breccia, nello spogliatoio sicuramente, e man mano ci sta riuscendo anche nell’ambiente. La scelta dell’attaccante bosniaco di rimanere e rinnovare è stata dettata soprattutto dal cuore.
Il merito è sicuramente anche dell’allenatore, che non ha mancato di sottolineare il fastidio per le titubanze di Higuain e di Icardi. Fonseca ha parlato a lungo con Dzeko, convincendolo a essere lui stesso a chiedere la conferma alla dirigenza. Un esempio di come l’attaccamento alla maglia, l’affetto per i colori, possa ancora esistere.
Ed è bello dare al volto sorridente del nuovo allenatore della Roma un primo merito: non calcistico, per quelli ci voranno i risultati, ma l’aver fatto prevalere l’identità e l’attaccamento alla maglia. Per una Roma che da oggi riscopre un Dzeko diverso.
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